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Ricordi la filastrocca che si usava da bambini per scegliere la penitenza? 5 erano le possibilità tra dire, fare, baciare, lettera e testamento. Grazie a Riccardo Miazzo, manager, consulente patrimoniale e finanziario, nostro docente per il seminario “Donne e denaro”, abbiamo rivisto la filastrocca e l’abbiamo trasformata in 6 passi per il benessere finanziario. Iniziamo con i primi tre, gli altri nel prossimo post 🙂

-> Iniziamo dal DIRE. L’indipendenza finanziaria e l’empowerment delle donne sono a un punto critico, anche se negli ultimi 50 anni ci sono stati molti progressi in questi ambiti.  Migliorare la vita finanziaria e patrimoniale delle donne, soprattutto se imprenditrici, significa affrontare 4 importanti sfide:

Rompere il tabù e parlare di denaro.
Non vergognarsi di affrontare l’argomento e incoraggiare la conversazione tra amici, familiari, figli, nella stampa e nelle scuole. Se ne parla poco e quel poco è infestato da pregiudizi

Gestire il rapporto tra dimensione personale e dimensione professionale
Conciliare gli affetti familiari con la propria impresa è una delle sfide più difficili per le imprenditrici e può anche avere ricadute pesanti sul piano finanziario.

Prevedere le interruzioni
Essere consapevoli e preparate a gestire possibili interruzioni di carriera per assistere i figli, i genitori o il coniuge

Prepararsi il futuro
La maggior longevità delle donne le espone a rischi maggiori ma consente anche di far crescere il proprio patrimonio utilizzando gli interessi composti, quelli cioè che generano a loro volta interessi.

-> Se siamo riuscite a DIRCI quali sono i punti di attenzione sul denaro,  a questo punto ragioniamo sul DARE

DARE delle priorità alla nostra vita: un nome e cognome ai nostri VALORI e conseguentemente agli obiettivi per noi importanti, sfidanti e raggiungibili.

DARE ordine alle azioni che mi consentiranno di disporre del denaro quando ne avrò bisogno: lo studio dei figli, la mia vecchiaia, il mio sogno…

DARE un peso ai rischi che potranno frapporsi nel mio percorso.

DARSI una disciplina per avere il passo del podista per gli obiettivi di lungo termine.

DARSI il permesso di sbagliare, per poter riaggiustare il tiro e riprendere il cammino.

-> E ora arriviamo al FARE. Il passare all’azione è spesso il momento più difficile, ma DIRE senza FARE non è produttivo, resta sterile e provoca solo frustrazione e disagio.

FARE DENARO vuol dire creare il mezzo per sostenere i miei progetti

FARE ciò che si è detto e pianificato.

Per FARE bene, è necessario trovare interlocutori che sappiano ascoltare le nostre idee, stimolarci ad approfondirle e che poi ci supportino nell’azione.

FARE qualcosa vuol dire anche decidere di NON FARE altre cose, per assenza di mezzi o di tempo e imparare a vivere questa scelta con leggerezza.

FARE DENARO, vuol dire anche FARE del BENE, facendosi strumento per alleviare chi è in difficoltà.