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Determinazione, chiarezza di obiettivi, grande versatilità e capacità di visione: Audra Bertolone è un’imprenditrice che ha saputo costruire con coraggio e creatività una professione, quella dell’assistente virtuale, ancora poco conosciuta e l’ha trasformata in un business ricco di potenzialità, sfaccettato e capace di rispondere con una complessità di competenze davvero rara ai molteplici bisogni dei professionisti e delle aziende che le si rivolgono. Inoltre è una persona umanamente preziosa: una ribelle in pectore che abbiamo avuto la gioia di intervistare.

Cosa significa per te essere imprenditrice?
Questa è una domanda difficile perché racchiude molte cose che vanno oltre la semplice definizione di questa parola.
Essere imprenditrice per me vuol dire riuscire a realizzare i miei sogni attraverso la realizzazione dei sogni delle altre persone. Significa essere libere di sperimentare e mettermi alla prova.
Essere imprenditrice significa anche imparare a cambiare prospettiva e mettersi in discussione con l’intento di migliorarsi sempre.
Essere imprenditrice significa creare.

Quali sono le capacità da avere e allenare per essere imprenditrice?
Secondo me per essere imprenditrice bisogna saper ascoltare gli altri e anche se stesse. Ascoltare gli altri è importante, perché in fondo un business esiste perché i nostri clienti esistono e dobbiamo capire di cosa hanno bisogno per poter essere loro di aiuto e sviluppare le soluzioni più adatte alle loro esigenze.
Ascoltare noi stesse è importante per capire come migliorare anche a livello personale, perché questo poi si rifletterà anche nella nostra attività.
Un’altra capacità indispensabile è il saper uscire dalla zona di comfort. Una ragazza che ho intervistato un po’ di tempo fa nel mio podcast Lavoro da Casa  ha detto che è solo quando si esce dalla propria zona di comfort che inizia la magia e io sono totalmente d’accordo. Oltre la nostra zona sicura iniziamo ad apprendere e impariamo ad allenare le nostre abilità.
Per diventare imprenditrice poi servono anche molta flessibilità, essere come dico io open-mind e saper programmare molto se non tutto.

Qual è la competenza che ti è servita maggiormente?
Non so se si può definire competenza, ma la positività è ciò che mi accompagna da sempre. Vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto ti dà l’energia per affrontare anche ostacoli grandi, a volte più di noi. Se però intendi una competenza tecnica, allora non ce n’è una in particolare perché è stato un mix di competenze che mi ha permesso di arrivare fin qui.

Cosa significa per te essere ribelle?
Per me essere ribelle significa andare contro corrente con consapevolezza. La consapevolezza risiede anche nel sapere che nel nostro percorso possono esserci ostacoli, paure ed emozioni da affrontare e gestire, ma che se abbiamo la giusta grinta e determinazione saremo in grado di superarle e avere successo, quel successo che per ognuna di noi è soggettivo ed è quello che desideriamo per sentirci pienamente realizzate

Quale consiglio daresti a una persona che vuole iniziare la sua impresa?
Di imparare a conoscersi a fondo e capire cosa vuole veramente nella sua vita. Le direi di non farsi travolgere da paure che non le appartengono e che i sogni si avverano solo quando li facciamo uscire dai cassetti. Le direi di non raccontarsi balle, perché non serve raccontarsi scuse per non guardare in faccia la realtà: se vuoi cambiare e creare la tua impresa devi solo fare. Anche un solo piccolo passettino alla volta è un grande passo verso il proprio nuovo futuro.

Vuoi diventare anche tu un’imprenditrice ribelle? Ti aspettiamo qui!